martedì, 16 ottobre 2007 | 14:15 TAO Love Bus Experience - Sabato 6 ottobre 2007 - IL FUOCO CHE NON AVRA' MAI FINE
Ci sono posti e momenti in cui la direzione che credevi persa ti si manifesta davanti chiara e lampante.
Sabato 6 ottobre 2007 è stato uno di quei giorni dove la strada che percorri ha un senso. Dove ogni cosa sembra andare a posto e dove certi segnali emergono limpidi dalle nuvole.
Ore 13.00
Viste le nuvole e lette le previsioni infauste, io, Andy e i ragazzi della band ci domandiamo se sia il caso di montare tutta l'attrezzatura e di partire per Piazza Cordusio dove dovremo dar vita all'appuntamento pomeridiano che da un pò stà facendo letteralmente il giro di Milano: la TAO Love Bus Experience.
Per fortuna appare chiaro che il cielo ha deciso per i cazzi suoi di darci una mano...
Ore 16.30
Con un certo ritardo sulla tabella di marcia arriviamo suonando dritti dritti in piazza Cordusio a bordo del TAO Love Bus...Nel giro di pochi minuti la piazza si riempie di persone incredule e divertite: non accade tutti i giorni di veder arrivare un pulmino volkswagen degli anni '70 con dentro una band che produce un rock 'n' roll sound a piena potenza!
Credo che, di tutti i concerti della TAO Love Bus Experience, questo sia stato il migliore: una valanga di dischi venduti in un'ora e un quarto di concerto ma SOPRATTUTTO...le facce delle Persone! Facce ora sorprese e divertite, ora attente e serie, ora commosse e con la lacrimuccia.
Il senso del 6 ottobre comincia a manifestarsi...le note di "PADRE TI AMO", secondo testimonianze attendibili, squarciano il cielo, spazzano le nubi e permettono alla mia voce di arrivare a portare il concerto fin lassù...
Ore 18.30
Arriviamo a Le Scimmie, il noto locale milanese sul cui palco dobbiamo fare il concertone serale, per fare il sound check e....piove. Ma smette subito e così è salva l'idea di arrivare alle 23.00 davanti al locale percorrendo i Navigli e suonando a bordo del TAO Love Bus!
Ore 22.30
Dopo aver cenato da Woodstock 3 (tanto per rimanere in tema di rock 'n' roll), montiamo sul Love Bus e diamo inzio al concerto in movimento: il popolo dei navigli si elettrizza, ci guarda, sorride e...roba da non crederci, ci segue! Sì, perchè ho pensato bene di annunciare al microfono che stiamo andando a presentare il mio nuovo disco "L'ultimo James Dean" alle Scimmie!
Dalle 23.30 alle 02.30
Il locale è pieno zeppo e merita un concertone devastante diviso in due tempi. Credo che in questa formazione (con i prodi cavalieri Giuseppe da Nerviano e Fabio da Sulmona) non abbiamo mai suonato così bene e così powerful!!!
Il grande adorabile GARBO, presente in sala e venuto apposta da Como per vederci, sale sul palco e intona i primi versi di "Heroes" per poi lasciarmi spazio dicendo "stasera sei tu l'eroe"...per me è un'emozione impagabile!
Poi sulle note di "PADRE TI AMO" la mia confessione: il 6 ottobre di due anni fà mio papà si spegne fra le mie braccia e si riaccende nei miei occhi. E' devastante cantare questa canzone...non riesco a tenere a freno le lacrime, forse perchè NON DEVO tenerle a freno.
La maledizione si trasforma in benedizione, la dannazione in redenzione.
Il cerchio si chiude ma rimane aperto. Il viaggio continua, lungo una strada sempre meno affollata di gente e sempre più ricca di Persone.
Il fuoco illumina ma brucia. Brucia ma purifica.
Ma è il Fuoco che arde incessantemente nei miei occhi.
Ed è un Fuoco che non avrà mai fine.
GRAZIE a tutti coloro che c'erano e a coloro che ci saranno.
Tao
| 14:13 22/09/07 - TAO LOVE BUS EXPERIENCE - da qualche parte nel cielo
Sabato 22 settembre 2007 è stata una giornata da incorniciare...per me e credo per molte molte Persone.
La TAO LOVE BUS EXPERIENCE è tornata ed ha invaso Milano: il rock 'n' roll proveniente dal TAO Love Bus contenente il sottoscritto TAO e la sua banda, si è diffuso per le strade del centro della città e ha stregato migliaia di Persone...
Piazza Duomo ha visto arrivare qualcosa di mai visto: un coloratissimo pulmino volkswagen proveniente dagli anni '70 dotato di potente sound system e, soprattutto, con dentro un gruppo di folli rocker impegnati a suonare e a pompare energia a migliaia di passanti. Nel giro di pochi minuti si è creato intorno a noi un divertente ed elettrizzante caos (assolutamente pacifico): gente che strappava letteralmente di mano dalla nostra Donatella i volantini dell'evento, ragazzi e ragazze che correvano increduli verso di noi per scattare miliardi di foto, donne e uomini con bimbi al seguito che non credevano ai loro occhi e applaudivano felici...UN DELIRIO!
Dopo 5/6 canzoni ci siamo spostati per non intasare completamente il traffico, messo a dura prova non dal pulmino ma dalla folla di gente che si era creata intorno...
Ed allora partiamo con un concertone galattico in Piazza Cordusio! Una miriade di Persone ha assistito stupefatta, sorridendo, ballonzolando e facendo fuori la prima scorta di dischi che ci eravamo portati dietro!
La sera attacchiamo i Navigli: pochi metri lungo via Vigevano e ci fermiamo all'incrocio con la Darsena, di fianco ad un paio di pub...la gente rimane con la bocca aperta e non capisce cosa stà succedendo ma sorride, alza le mani al cielo, ci applaude. Suoniamo più di un'ora e mezza...ma a metà concerto mi si blocca completamente il dito indice e...il mio amico di sempre Gio mi viene in soccorso suonando col la mano sinistra la mia chitarra mentre io continuo a suonarla con la destra! La gente impazzisce...e compra una valanga di copie de "L'ultimo James Dean"!
Alla fine, completamente esausto e assolutamente conquistato dal pubblico fantastico...svelo alle Persone il VERO MOTIVO per cui sono lì. I miei amici di sempre sono tutti al mio fianco...ad abbracciarmi idealmente....
Inizio le prime note di "PADRE TI AMO", la band suona il pezzo con un'intensità devastante, come se fosse l'ultima canzone della loro vita....Beppe e Fabio sono sudatissimi, distrutti ma ci danno dentro come dannati...ed io non posso che amarli.
E continuare ad amare quelle due persone che mi hanno dato la vita e che lottano stando sempre al mio fianco, da qualche parte nel cielo.
...and I can't help falling in love with you...
| 14:11 HURT
Era prevedibile. Tutto cambia e tutto finisce. Era da tempo che l'aspettavo…il momento in cui avrei dovuto venire a patti con il lato oscuro. Definitivamente.
Il momento in cui avrei dovuto affrontare il dolore senza più leccarmi la ferita, al contrario lasciandola seccare e pietrificarsi.
Non sono solo buono. Non sono solo fatto di gentilezza. E non sono solo fatto di amore. Tutto questo mi è più chiaro che mai.
Il dolore è parte di me. La rabbia è parte di me. L'odio è parte di me. Così come ciò che viene comunemente considerato il MALE. La perversione, l'insofferenza, la violenza, il sesso bastardo. Sinonimi di tutto ciò di cui ho bisogno adesso.
Ho registrato "HURT" nel momento in cui ho capito che l'unica cosa reale nella mia vita è il dolore. "Everyone I know goes away in the end"…
Vero. Sembra che tutti scompaiano, finita la festa. Il ricordo di questa estate sembra il ricordo di un secolo fa. Ricordi di secoli fa, della mia infanzia, sembrano essere il presente. Ma alla fine, chi prima chi dopo, tutti se ne vanno.
La ferita è aperta. Il dolore è immane. Se solo potessi ricominciare di nuovo, un milione di miglia indietro…terrei a me stesso. Troverei una via. Se solo potessi ricominciare di nuovo…
HURT
(Trent Reznor)
I hurt myself today
to see if I still feel
I focus on the pain
the only thing that's real
the needle tears a hole
the old familiar sting
try to kill it all away
but I remember everything
what have I become?
my sweetest friend
everyone I know
goes away in the end
and you could have it all
my empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt
I wear this crown of thorns
upon my liar's chair
full of broken thoughts
I cannot repair
beneath the stains of time
the feelings disappear
you are someone else
I am still right here
what have I become?
my sweetest friend
everyone I know
goes away in the end
and you could have it all
my empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt
if I could start again
a million miles away
I would keep myself
I would find a way
| 14:08
TAO LOVE BUS EXPERIENCE: UNA SCOMMESSA VINTA ALLA GRANDE!!!
Un artista che parla bene di se stesso non è credibile o quantomeno risulta antipatico agli occhi della gente. Perciò questa volta TAO (cioè la mia metà artistica) non parlerà di se stesso ma di ciò che Valerio (la mia metà creativo-organizzativa) ha messo in piedi quest'estate, con il grande aiuto di numerose fantastiche persone.
Dal 9 al 16 agosto ha avuto luogo sulla riviera romagnola il primo rock 'n roll tour in movimento a bordo del TAO LOVE BUS: TAO e la sua band (Giuseppe Fiori al basso, Fabio D'Amico alla batteria) hanno fatto una serie di devastanti concerti suonando DENTRO il pulmino volkswagen bianco e nero hippie style che porta il nome appunto di TAO LOVE BUS.
TAO e la band hanno suonato per 8 giorni di fila totalizzando un record di 15 ESIBIZIONI LIVE dentro il TAO LOVE BUS, toccando un picco massimo di 3 shows in un giorno solo! Senza contare la rassegna stampa (articoli su Resto del Carlino, Voce di Romagna, Corriere di Romagna, Unità), le interviste in radio (Radio 105, Veronica Hit Radio, Radio San Marino, Castel Bolognese, Radio Gamma) e il servizio televisivo (per Tele Romagna).
Migliaia di persone hanno assistito a questa serie impressionante di concerti gratuiti: non è stata la gente a venire a vedere il concerto ma il concerto è andato direttamente dalla gente!
Sono state vendute in anteprima un botto di copie del secondo disco di TAO "L'ultimo James Dean" e tante magliette Playtao del merchandising. TAO e la band hanno pure firmato un sacco di autografi…probabilmente più che in tutta la loro vita!
Ma in questa sede i riflettori non verranno puntati su TAO, bensì su tutte le persone che hanno reso possibile vincere questa scommessa: portare la musica gratuitamente alla gente, libera di comprare il disco dell'artista a prezzo onesto. E soprattutto portare senza filtri mediatici il talento di un artista direttamente alla gente, facendone apprezzare la genuinità e la bontà delle sue canzoni.
Tutto ciò è accaduto grazie alle seguenti fantastiche persone:
Giuseppe Fiori (La Vecchia LouReedatcha) e Fabio D'Amico (Il Gatto) che hanno suonato con un impegno, una bravura e una devozione uniche al mondo. Senza le loro entusiastiche pressioni, forse la TAO LOVE BUS EXPERIENCE l'avrei messa in piedi a 80 anni…
Andy "Fuckin'" Borgnino, che ha svolto ogni ruolo possibile ed immaginabile al meglio del meglio: fonico, autista, roadie, tour manager, merchandiser, groupie…no beh, quello grazie a dio, no!
Renata Ercoli, che in pochi mesi di conoscenza mi ha regalato vagonate di entusiasmo, tonnellate di fiducia nel progetto e soprattutto ha svolto il duplice ruolo di personal manager e di stylist con passionalità incredibile.
Lucy Sme Certoloi, che si è sbattuta come un'animalista…ops come un animale occupandosi del merchandising e del volantinaggio selvaggio. Un cuore enorme, una dedizione totale!
Gilberto Gil, LoSgonfio & Luco (uomini cardine del Fun Club), Michele, che hanno fatto tutto e di più: volantinaggio, autisti, roadie, porta-chitarre, porta-abiti, ma soprattutto hanno saputo fare alla grande gli Amici!
Dario Hippie Boy, il regista ufficiale del backstage, che ha avuto una pazienza ed una calma indescrivibili calandosi perfettamente nello Spirito del Rock! Un uomo un mito…
Maurizio "il Merolone", amico, fan, cultore degli anni '80 (purtroppo), cameraman, che ha ripreso perfino le nostre scoregge…
Ultime e non ultime, ANA e Donatella…una delle due l'ho già ampiamente ringraziata in privato…
Ah dimenticavo…Valerio.
Lui non lo dice ma vive per TAO. Vive per innalzare la musica di TAO fino al cielo, affinché due angeli lassù possano sentirla bene.
Valerio ha vinto una scommessa con se stesso e con tutti quelli che gli dicevano "bella idea, però irrealizzabile".
La risposta è: NIENTE E' IRREALIZZABILE. Quando la motivazione è una questione di vita, di morte e di amore…niente è irrealizzabile.
mercoledì, 18 luglio 2007 | 18:06 TAO LOVE BUS EXPERIENCE
E' incredibile. Il momento sta arrivando. Faticosamente ma sta arrivando...
Di quale momento stiamo parlando? Beh, non è un momento qualsiasi...è IL MOMENTO che in molti aspettavamo da tempo.
Ladies and gentlemen,
con il patrocinio del M.E.I. – Meeting etichette indipendenti – dell’Apt Emilia Romagna, del Comune di Ravenna, del Comune di Cervia e del Comune di Riccione, dall'8 agosto al 16 agosto sulla riviera adriatica ha luogo per la prima volta in Italia...
TAO LOVE BUS EXPERIENCE!
Il rock 'n' roll è tornato!!!
A bordo del fantastico “TAO Love Bus”, un pulmino volkswagen anni ‘70 nero e bianco in stile figli dei fiori, il sottoscritto TAO e la sua band (Joseph "Lou Reedatcha" Flowers e Fabio Rhodes) danno luogo ad un tour itinerante assolutamente unico: fanno rivivere lo spirito dei favolosi anni ruggenti del rock, suonando dal vivo lungo la costiera adriatica prima a bordo del TAO Love Bus e poi nei principali punti di ritrovo delle città.
1°. L’esibizione live “in movimento” all’interno del pulmino, munito di impianto audio montato sul portapacchi, ha lo scopo di attirare l’attenzione dei passanti: con a bordo TAO e la sua band impegnati a suonare, il TAO Love Bus viene preceduto e seguito da macchine e ragazzi muniti di volantini che pubblicizzano il concerto vero e proprio in piazza (e/o in spiaggia nelle località marittime). Le macchine e l’equipe sono naturalmente agghindate “hippie style”….Ma è il TAO Love Bus stesso la vera pubblicità, con la musica live diffusa dal sound system ed il concerto di TAO all’interno in movimento!
2°. Successivamente, la band scende dal TAO Love Bus e comincia il concerto dal vivo da fermo in piazza o in spiaggia: un vero concerto rock ‘n’ roll “on the road”! Il TAO Love Bus, esso stesso impianto di diffusione, diventa parte integrante della scenografia e si trasforma in un punto vendita per il merchandising di TAO (dischi, magliette, felpe e quant’altro).
Durante il concerto di TAO, i ragazzi e le ragazze dell’equipe al seguito, vestiti in stile “hippie”, passano in mezzo alla gente distribuendo gadgets e invitando il pubblico a visitare il TAO Love Bus e a visionare i prodotti in esso contenuti (dischi, magliette, felpe).
L'idea è quella di cambiare le carte in tavola: non è la gente che va al concerto ma è il concerto che va dalla gente!
L'intento è di smuovere qualcosa di bello, di riportare il vecchio spirito del rock 'n roll e di spazzare via un pò di fuffa dilagante nel cervello atrofizzato delle persone.
L'obiettivo è di godere facendo godere. Di promuovere la propria musica in modo divertente, caldo, gentile, non arrogante.
Niente divismi, niente finzione. Solo un ragazzo che ama la sua musica più di qualsiasi cosa al mondo.
Ti aspetto
Love
Tao
venerdì, 25 maggio 2007 | 19:25 NESSUNO TI AMA PER QUELLO CHE SEI
parte seconda
Le energie sono tornate. Innegabilmente. Non so per quanto...e sinceramente un pò mi tocco le palle al pensiero che possano andarsene un'altra volta. Mi godo il momento e vaffanculo.
No, non è il solito post degli ultimi tempi su quanto è dura e difficile la mia vita senza genitori. Voglio che sia un post diverso, di rinascita...ma in fondo ogni giorno che si apre non è forse una rinascita? E ogni notte non sancisce forse la fine, nel bene o nel male, della nostra rinascita?
Si parte. Di nuovo. Con un nuovo "singolo" (definizione che mi fa cagare), "NESSUNO TI AMA PER QUELLO CHE SEI", una nuova canzone scritta, tanto per cambiare, in uno stato d'animo che definire rabbioso è poco...una canzone che non giudica il pensiero medio ma ne prende le distanze.
Che senso ha di parlare di scena musicale, di correnti alternative, di indipendenti, di major, di musica commerciale e musica di nicchia? Che senso hanno le etichette che affibbiamo alle persone? Perchè le etichette mettono ordine sì ma appiattiscono e livellano tutto.
Io mi sento un indipendente ma non uno di nicchia. Mi sento rock 'n' roll ma non mi drogo se non di musica. Mi piace utilizzare nei testi un linguaggio comprensibile ma non mi sento commerciale. Amo i suoni cossiddetti vintage (da una vita) ma non sento di appartenere ad alcuna corrente vintage attuale. Credo nella vita e nell'amore e credo che Cristo sia un figo pazzesco ma non me la sento di sottoscrivere le regole del branco cattolico nè di qualsiasi altro branco. Sento troppo forte in me il senso della giustizia umana e sociale per essere di destra. Credo troppo nella singolarità e nella peculiarità dell'individuo per essere di sinistra.
Sono ancora troppo giovane e arrabbiato per ambire ad essere un saggio. O forse sono davvero così saggio che non posso non continuare ad essere un incazzato. Sono troppo occidentale per smettere di ambire ad essere una rockstar. E sono troppo poco occidentale per amare un'intera generazione cresciuta col mito di apparire ad ogni costo anche quando non si ha davvero un cazzo da dire....Myspace insegna.
E' vero, nessuno ti ama per quello che sei. Perchè è un casino. Siamo mille personalità in una, ognuna in conflitto con l'altra.
E allora? Forse non è importante amare tutti gli aspetti di una persona...forse l'importante è amare lo sforzo che questa persona compie per tenere insieme tutti i suoi differenti aspetti.
E tu? Dopo questo delirio di post...
Mi ami ancora per quello che sono?
TAO
lunedì, 30 aprile 2007 | 00:53
"Sunday morning
praise the dawning
it's just a restless feeling by my side..."
29 aprile 2007. Domenica mattina. Un sentimento irrequieto mi fa compagnia, come sempre.
Il sole splende fuori. Il buio si infittisce dentro. Eppure gli uccellini cantano ed io adoro sentirli cantare...non c'è niente che non va. Eppure tutto è sbagliato. Come quel sentimento irrequieto che mi fa compagnia, come sempre.
Lei si è appena svegliata. La bacio, le carezzo i capelli, la guardo in tutto il suo splendore e penso che null'altro conta al mondo quanto questo dono che la vita mi ha concesso. Ma quel sentimento irrequieto mi fa compagnia, ancora e ancora.
Mi alzo, bevo un caffè, prendo la chitarra e suono "Sunday Morning" dei miei amici Velvet Undergound e capisco.
29 aprile 1997. Martedì pomeriggio. Un sentimento irrequieto mi fa compagnia, come sempre.
Il sole splende fuori. Il buio si infittisce dentro. Eppure gli uccellini cantano ed io adoro sentirli cantare...
Mia madre è lì stesa davanti a me, senza vita. Ero uscito col suo viso nei miei occhi e le sue parole nelle orecchie...e le sue lacrime nel cuore completamente frantumato. "Amore mio, tua mamma sarà sempre con te...non ti lascerà mai", le sue ultime parole. Quelle che mi porto dietro da dieci anni. Quelle che mi porterò dentro ancora e ancora. Come quel sentimento irrequieto che da sempre mi fa compagnia.
"Sunday morning
and I'm falling
I've got a feeling I don't want to know..."
TAO
lunedì, 16 aprile 2007 | 02:22 AAAAAAAAAM WAITING FOR THE MAN!
Una ilarità incontenibile, una demenza preannunciata.
Uno sfogo nel momento del bisogno, un colpo di reni per non fare entrare l'ennesima palla in rete.
O forse qualcosa di più profondo, la reale aspettativa di un cambiamento. La reale aspettativa di qualcuno che venga a portarti la droga.
Sono giorni che "Waiting for the man" dei Velvet Underground" mi stà perseguitando...ormai è diventata una gag talmente esilarante che l'imitazione della rantolante voce di Lou Reed è diventata un tormentone presso un pò di persone a me vicine.
Aaaaaaaaaaaaaaaam waiting for the maaaaaaaaaan...
Un'idiozia delle mie, una fissazione martellante che non si schioda dal cervello. Si, ma perchè?
Sono convinto che anche le cose più stupide e superficiali nascondano una ragione profonda. Così come anche il contrario, cioè che tutte le cose che riteniamo profonde e serie siano in realtà stronzate colossali. Come quando cerchiamo spiegazioni inutilmente razionali a cose tipo i tradimenti, le scorrettezze, le bastardate e le incoerenze delle persone. Dimenticando che tutto questo è inciso nelle nostre cellule di piccoli miseri mammiferi al primo posto nella scala involutiva.
Si ma perchè impazzisco ogni volta che pronuncio, biascicandola all'inverosimile, la frase "aaaaaaaaaam waiting for the maaaaaaaaaaan"????
Chi è l'uomo che sto aspettando? E' davvero il pusher di cui parla la canzone? O è semplicemente qualcuno che compia il miracolo di riportarmi in vita e di mandare all'inferno la maledetta depressione che mi mangia lo stomaco?
E se quel lurido omuncolo che aspetto da tempo fossi io? Effettivamente è un pò di tempo che non so dove diavolo mi sono cacciato. Sarebbe forse ora di tornare...ma forse quell'uomo non arriverà mai...
Aaaaaaaaaaaaaaaaaaam waiting for the maaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaan!
lunedì, 26 marzo 2007 | 11:15 NESSUNO TI AMA PER QUELLO CHE SEI
Lunedì 19 marzo era San Giuseppe. La festa del papà, in particolar modo di mio papà Beppe, dato che era anche il suo onomastico. A due mesi esatti dal giorno del suo compleanno. Un giorno speciale che andava festeggiato in modo speciale...
Girare il videoclip di quello che sarà il primo singolo estratto dal mio nuovo album mi sembrava certamente il modo migliore di rendere omaggio al mio dolcissimo papà. E durante la sfiancante giornata di riprese il mio pensiero è volato spesso a lui.
A volte la cosa ha provocato in me una tristezza indicibile, che ho nascosto dietro la maschera della tensione o della concentrazione. In altri momenti mi sono abbandonato alla dolcezza della sua presenza, invisibile ma palpabile.
E' stata una giornata pazzesca. Non ho mai sofferto così tanto la fatica fisica, sarà che non sto bene da un pò di tempo...in certi momenti non riuscivo quasi a respirare a causa del caldo allucinante sul set e di questa maledetta bronchite che non mi dà tregua.
Mi sono sentito fragile, in balia del mio corpo che non reggeva i ritmi della produzione, dei miei polmoni che non pompavano abbastanza aria.
Mi veniva sempre in mente l'immagine di mio padre negli ultimi giorni di vita. Non riusciva a respirare, faceva fatica a muoversi, faceva fatica a vivere. In certi momenti lunedì ho temuto di scoppiare a piangere, di non reggere l'urto di tanta difficoltà. Ho avuto paura. Ho paura.
Sono piuttosto preoccupato del mio stato di salute. Sono preoccupato perchè non ho un appoggio...perchè non sono mai stato fratello di nessuno, perchè non sono più figlio di nessuno, perchè non sono ancora padre di qualcuno.
"Nessuno ti ama per quello che sei" è il titolo della canzone scelta come primo singolo del disco. Il video, a giudicare da ciò che ho visto in montaggio, è molto bello e mi soddisfa in pieno: semplicità totale, colori accessi in stile '60, luci e fotografia da sballo, impatto live e ciuffi rock 'n' roll.
Si, ma io chi sono? Cosa ci faccio qui? Qual'è il mio posto?
Sono solo un adolescente pieno di domande e di ferite. Un adolescente al contrario, ribelle ma con tanta voglia di riabbracciare mamma e papà. Un adolescente che non vuole sentire una stronza vita esprimere le sue ragioni, le sue merdose logiche. Un adolescente la cui unica domanda ripetuta all'infinito è PERCHE' ?
Perchè ve ne siete andati? Perchè sono ancora qui? Perchè non provo a star bene? Perchè non mi voglio bene? Perchè mi infliggo continuamente tristezza, solitudine e dolore?
Ai miei occhi sono proprio un miserabile. Ma comincio a convincermi che in fondo qualcuno mi ama per questo. Cioè per quello che sono.
giovedì, 08 marzo 2007 | 16:02 PASSANDO PER SAN REMO
Si dice in giro che tutti gli artisti italiani che hanno avuto successo sono passati da San Remo...a questo punto mi sento in una botte di ferro perchè quest'anno anch'io sono passato da San Remo...
Non a cantare ovviamente ma sono andato davvero a San Remo, ad accompagnare il mio amico avvocato Ninì (non svelerò il nome per la legge sulla privacy), che è stato splendido a portarmi con sè. E, come si preannunciava, è stata una giornata che definire ricca di sorprese è davvero poco!
Ho avuto modo di conoscere autori ed editori storici della musica italiana, coi quali ho passato dei piacevolissimi momenti comprensivi di scambi di vedute sulla situazione passata e attuale del mondo musicale. Renato Pareti, Corrado Castellari, Athos Poma, Silvano Guariso, al quale ho perfino fatto ascoltare in macchina due mie nuove canzoni..."Mi ricordano Tenco, sai?" è stata l'immediata reazione...
Ho stretto la mano a Franco Micalizzi, compositore-mito della colonna sonora di "Lo chiamavano Trinità"! E' stata un'emozione pazzesca sentire i suoi racconti sul film e aneddoti sui vecchi studi della RCA, dove si incontravano tutti coloro che hanno fatto la storia della musica italiana degli anni '60 e '70.
Ma la cosa più allucinante è stato incontrare e conoscere LEI. Il discografico ed editore per eccellenza. Miss Caterina Caselli!
E' stato sconcertante il fatto che sia stata lei ad attaccar bottone con me, illustre sconosciuto e pesce più che mai fuor d'acqua nel giardino dell'Hotel Royal...
Ebbene, la figura che è emersa da quei cinque minuti di chiacchierata è quella di una donna piena di fascino, tant'è che, lo confesso, mi sono anche un pò eccitato...mi sono fatto sedurre dal suo sguardo e dal modo di fare, di parlare. Ho farfugliato frasi sconnesse, presentandomi come "Tao, un povero cantautore", completamente attonito dal fatto che lei avesse chiesto "E tu chi sei?"
E' sempre così, aspetti un treno per una vita e quando ti passa davanti non puoi far altro che guardarlo e sorridere di quanto è buffa la vita. Non me la sono sentita di tirar fuori dalla tasca della giacca il mio disco, non me la sono sentita di rovinare una conversazione "senza scopo di lucro". Forse ho fatto male o forse no.
Sento in continuazione nelle orecchie le parole di mio padre che mi dice "Ah, dovresti riuscire a raggiungere la Caselli, sono convinto che a lei le tue canzoni piacerebbero tantissimo"...
Tranquillo papà, vedrai che quel giorno arriverà.
sabato, 17 febbraio 2007 | 12:56 SE TELEFONANDO
C'è un meccanismo piuttosto consueto che spinge chi scrive a farlo nei momenti di "piena", cioè quando la mente trabocca di idee e di stati d'animo particolarmente caldi. E' un classico che uno scriva una canzone o una poesia quando è accecato da una forte passione, specie se connotata di malinconia, tristezza o disperazione.
E non è un caso che ci si ritrovi, quando si è tristi, ad ascoltare proprio quella canzone "che fa male". Ad un occhio e ad un orecchio superficiale la cosa viene bollata (soprattutto da chi non è nello stesso stato d'animo dell'ascoltatore in questione) come un crogiolarsi nel dolore. Come un inutile e sterile sentimentalismo che non porta a niente. Come una non-reazione alle normali disgrazie della vita che, tanto, toccano a tutti.
Si dice che chi è impegnato ad essere felice non ha tempo per essere triste. Ed io mi ci sono buttato a capofitto in questa impresa. Ma poi...
Arriva Mina.
Te la ritrovi in macchina in uno dei momenti più felici della tua vita. Mentre sei in un altro mondo, lontano da tutto e da tutti. Con un paesaggio strepitoso di fronte e l'amore al tuo fianco.
Mina. Non puoi resisterle. E tutto il paesaggio strepitoso e tutto l'amore ti si infilano dentro per non andarsene più. Mina e quelle canzoni di altri tempi, rese senza tempo dalla sua voce, sono il filo attraverso il quale passano tutte le cose che amo e che ho amato da sempre.
"E se domani", "Un anno d'amore", "Un bacio è troppo poco, "L'ultima occasione", "Mi sei scoppiato dentro il cuore", "Il cielo in una stanza"...e mi chiedo se negli anni '60 la gente passasse il tempo a piangere d'amore. Una sensazione straziante mi pervade...ma resisto.
Poi parte "Se telefonando" ed è la fine. Le dighe dei miei occhi cominciano a vacillare all'incedere dell'orchestra diretta magistralmente da Morricone, per poi cedere clamorosamente quando arriva il ritornello...
"Se telefonando io potessi dirti addio ti chiamerei"...
E' finita troppo in fretta la nostra vita insieme e lo spago che ha tenuto insieme il mio cuore si è spaccato in un lampo.
"Se guardandoti negli occhi sapessi dirti basta ti guarderei"...
Da quanto tempo mi ero nascosto dietro gli occhiali da sole della quotidianità, nascondendo alla mia mente i tuoi occhi, mamma.
"Ma non so spiegarmi che il nostro amore è appena nato e già finito"...
E mi ritrovo sospeso nel tempo, da solo, ad aspettare una telefonata dal paradiso che non arriverà mai.
domenica, 28 gennaio 2007 | 15:06 IL GUASTAFESTE TENCO
Il 27 gennaio di 40 anni fà moriva Luigi Tenco. Incredibilmente, ma non immediatamente, è avvenuta la sua "resurrezione"...si, proprio come nostro Signore Gesù Cristo.
Il suo spirito, cioè la sua musica, ha cominciato ad essere vista, letta e ascoltata in modo diverso. Lo sfigato guastafeste è diventato il martire, l'eroe, il genio...almeno secondo alcuni.
Come per Cristo, mi piace pensare a tutti coloro che hanno lasciato un segno nella mia vita come a Uomini. Belli, brutti, forti, deboli, affascinanti, rivoluzionari, avanti, tormentati, spirituali. Ma sempre e comunque Uomini. In carne ed ossa. Con uno spirito quasi sempre in conflitto con l'epoca in cui sono vissuti.
Ma con un filo conduttore: una dannata splendida presunzione di sincerità. Talmente autentica che tutti questi Uomini l'hanno pagata con la vita.
Chiaramente, molti altri Uomini hanno scelto una strada diversa, oppostamente altrettanto coraggiosa: hanno scelto di venire a patti con la decadenza fisica, con i cambiamenti insopportabili, con una società che ha infranto sogni e distrutto coscienze, probabilmente con un assetto dell'universo che permette poche varianti al di là di un Dna improntato alla violenza, l'egoismo, il possesso, la dominazione.
Ma esistono i guastafeste. Come Tenco. Quelli che come tutti hanno ambizioni, voglia di affermare il proprio io, di sentirsi speciali e distinti dal resto del mondo. Ma che, rispetto alla stagrande maggioranza delle persone, hanno REALMENTE qualcosa da dire. Hanno realmente talento, sensibilità, altruismo, sguardo verso il mondo esterno e interno. Gente in conflitto con due tendenze opposte che creano situazioni esplosive.
I guastafeste. Gente di cui si parla e se ne parlerà per tanto tanto tempo ancora. Gente che scuote qualcosa in molti di noi. Che ci fa capire che oggi siamo indietro anni luce perfino dagli antichi greci. Che siamo mentalmente degli idioti, perchè non sappiamo dare un senso, se non banale, ad un gesto come quello di Tenco: "Era un debole, un disadattato, uno che non sapeva stare alle regole del gioco della vita, un depresso, ecc."
No. Tenco era uno che conosceva il peso profondo delle parole. Il significato delle note. Il tormento che faceva scaturire le riflessioni e l'amore che ha saputo mettere in musica. Non un eroe e neanche un omuncolo. Un UOMO.
Quasimodo lo sapeva e ha scritto parole pesanti, parole di cui condivido ogni singola sillaba, parole di condanna verso la mediocrità di tante stupide persone abituate a bere canzoni stupide come loro: "Luigi Tenco ha voluto colpire a sangue il sonno mentale dell'italiano medio. La sua ribellione, che coincideva con una situazione personale di un uomo arrivato alla resa dei conti con la carriera, ha però ancora una volta urtato contro il muro dell'ottusità. Chi non è in grado di domandare un minimo di intelligenza ad una canzone non può certo capire una morte".
Ciao Luigi, ciao.
venerdì, 19 gennaio 2007 | 12:35 Tanti Auguri papà!
Tanti tanti tanti auguri...ma il migliore augurio che faccio lo faccio a me stesso e alle persone che tu hai amato...l'augurio di trovare sempre il tempo, come hai fatto tu, di conservare la dolcezza e la gentilezza negli occhi. Di riuscire a trovare il tempo per preoccuparci di chi amiamo con un piccolo grande gesto, come sempre hai fatto tu...
Ricordo come se fosse ora, quando arrivasti di corsa in biblioteca a trovarmi con quel grosso pacco postale proveniente dal Canada...avevi quasi le lacrime agli occhi...e le avevi perchè mi stavi facendo un regalo grandioso! Avevi scritto personalmente una lettera a Neil Peart, batterista dei Rush, mio idolo assoluto. E nel pacco c'era la risposta alla Tua lettera...
Avevi fatto tutto questo per me, perchè stavo soffrendo e non sapevo se quel dannato polso appena operato sarebbe mai ritornato a posto. E gliel'avevi scritto a Neil, gli avevi scritto tutto il mio dolore e il mio amore per la sua musica. Tutto l'amore che non riuscivo a dare a te e che mi riusciva più facile trasformare in note e in rulli di tamburo...tutta la rabbia per le ingiustizie della vita, rabbia che è ancora qui, che ancora brucia.
Ma la rabbia più grande è non essere riuscito ad apprezzare fino in fondo la delicatezza con cui sapevi muoverti nella mia vita e in quella delle persone che amavi.
Ho sempre saputo che eri un uomo speciale, tu, cresciuto così occidentale eppure così attento a non sprecar parole come i più saggi taoisti suggeriscono...
Oggi, il giorno del tuo compleanno, farò qualcosa per te. Farò la cosa più importante della mia vita. Canterò. Suonerò. Con quelle parole nelle orecchie ...
..."e se l'Amore rimane, sebbene tutto sia perduto, pagheremo il prezzo senza calcolarne il costo"...
mercoledì, 10 gennaio 2007 | 10:10 Che strano...
Sono in lotta per un posto nel mondo sapendo perfettamente che il mio posto non è qui. Ma in fondo, a volte, anche questo sudicio mondo sa offrirti cose incantevoli.
Come la Donna.
Non è forse incantevole? La sua fisicità, la sua carnalità, il suo saper essere gatta.
Amo, adoro la Donna che ricambia lo sguardo famelico. Amo la Donna che mi guarda negli occhi quando parlo. Quella che sa essere importante facendoti sentire importante. Quella che quando serve sta zitta. Quella che quando serve apre la bocca per tenerla occupata. Quella che sa essere protagonista nella Tua Vita senza voler essere protagonista nella vita di tutti.
Ciò che non mi piace nella maggior parte delle donne è il non sapersi dare, il loro voler essere uomo. Odio questo aspetto. Odio l'egoismo "maschile" di cui sono zeppe molte, moltissime donne.
Probabilmente verrò preso per sessista o peggio per maschilista. Io so che non è così ma non me ne frega più di tanto di farmi capire.
Molte donne chiedono e non danno. Pretendono e non concedono. Parlano e non ascoltano. Sono completamente concentrate su se stesse. Loro vogliono uno specchio non un uomo. Vogliono un microfono non un cazzo.Vogliono vomitarti addosso la loro insoddisfazione non condividere la loro anima con te. Non sopporto le finte-maledette, le finte-trasgressive, le finte-poetesse, le finte-artiste. Le finte-donne. Le suicide girls...mi fanno cagare.
Amo da morire la Donna. Quando non vuole assomigliare all'uomo. Perchè la Donna sa metterti in viaggio. Sa fare oscillare lo spazio e il tempo con il semplice esistere. Non c'è niente da capire. La Donna non puoi capirla ma puoi sentirla...come tutte le più grandi canzoni.
E come Dio...come l'Amore.
sabato, 23 dicembre 2006 | 16:45 Davvero auguro il miglior Natale del mondo a tutti.
Un Natale senza regali e con la tavola poco imbandita. Un Natale con poche parole e poche luci intorno. Un Natale con poche risate e qualche lacrima. Un Natale con pochi soldi da spendere e pochi da incassare. Un Natale senza giacche, cravatte, pellicce, gioielli e telefonini. Un Natale senza tutto ciò che consideriamo importante per tutti i giorni dell'anno ma che c'entra poco col Natale...o con quello che per me è il Natale.
Ma per me cos'è il Natale?
E' un Natale che mi regala una vita da vivere e delle persone con cui poter mangiare. Un Natale con la gioia del silenzio e tante luci dentro il petto. Un Natale del quale non c'è niente da ridere se non di me stesso. Un Natale che è il compleanno di qualcuno che, ci si creda o no, è nato povero, vissuto povero ed è morto in croce, povero. Un Natale che ha bisogno di essere uno specchio per guardarci in faccia e riuscire a vedere oltre...
Oltre la prigione in cui viviamo. Oltre la luce che i nostri occhi proiettano. Oltre i nostri figli e quelli del vicino. Oltre il nostro finto paradiso.
Un Natale aperto. Spoglio fuori e ricco nell'anima. Forse non esisterà mai...forse in realtà non lo vuole nessuno. Forse è meglio riempire il vuoto con gli oggetti ed il silenzio con il rumore...
Auguro e continuerò ad augurare a tutti un pizzico del Natale dei miei sogni, in cui poter abbracciare con un pensiero anche coloro che non sono più accanto a noi fisicamente...
Perchè il regalo più grande che la Vita ci fà non è tanto qualcuno da abbracciare ma il nostro Desiderio di abbracciare qualcuno.
Buon Natale, con tutto il cuore
Tao
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venerdì, 15 dicembre 2006 | 04:23 Coltivare il proprio talento al giorno d'oggi in Italia (ma credo anche in molte altre parti del mondo) è come coltivare una rosa nel deserto.
Tutto gioca a sfavore. Gli spazi che non esistono. Gli stimoli costantemente soffocati dalla merda mediatica.
Tutti sono convinti di essere artisti solo perchè mettono due dischi del cazzo per far muovere il culo della gente in discoteca. Tutti sono convinti che scaricare gratis canzoni di altri per farsi la propria tracklist equivalga a "fare musica"...sentir dire "questo cd l'ho fatto io", intendendo dire che lo si è masterizzato con canzoni conosciute scritte da altri, dà la dimensione dell'egocentrismo allucinante che si sta raggiungendo..
Tutti sono convinti di aver qualcosa da dire. Niente di più democratico. Ma il talento è un'altra cosa.
Tutti usano programmi per registrare canzoni col proprio computer. Tutti cantano e sono realmente convinti di essere i migliori al mondo, di meritare il successo. Tutti fanno video: si filmano mentre giocano col gatto, mentre mangiano, mentre invecchiano, mentre fanno le cose più strane...ed un branco di beoti, cioè tutti gli esseri moderni del mondo moderno, esclamano "GENIALE!"
Ma geniale cosa? Chi? Ma per favore...
Tutti scrivono canzoni, tutti sono attori, tutti sono comici, tutti sanno emozionare, tutti sanno comunicare. Io allora devo essere l'unico rincoglionito che non capisce un emerito cazzo perchè secondo me nessuno (o quasi) sa più scrivere canzoni, nessuno è un grande attore, nessuno mi fa ridere, nessuno mi emoziona e nessuno mi comunica REALMENTE qualcosa.
Fuffa. Tutta fuffa. Peggio degli anni '80. Cento, mille volte peggio.
Da destra a sinistra. Dal nord al sud. Fuffa. Bla bla bla. Parole vuote. Musica vuota. Sguardi vuoti, finti. Plastica. Niente che mi suoni vero, sincero.
Tutto ciò fa male. Fa molto ma molto male. Fa male a chi crede nel bello e vive in una città che è il ritratto della mediocrità. Fa male a chi crede nei colori e nel calore e vive in un'epoca glaciale invasa da automobili tutte clamorosamente uguali, schifosamente grigie/nere/blu metallizzate, tecnologicamente impersonali. Fa male a chi crede nella musica e deve sottostare alle decisioni di una massa di stronzi, incapaci, stramaledetti bastardi che di musica non ne capisono un cazzo e non hanno nemmeno intenzione di capirci un cazzo.
Questa è l'Italia. Questa è l'era della comunicazione. Questa è l'era dei pubblicitari marchettari. Questa è l'era dei venditori di niente. Questa è l'era dei morti viventi.
E la cosa buffa qual'è? E' che io posseggo una rosa. La Rosa. La Rosa del Talento. E non me ne frega niente di quello che penserà chi legge. Non me ne frega niente se verrò preso per uno dei tanti arroganti spocchiosetti del cazzo.
Io posseggo la Rosa del Talento e voglio coltivarla. Morirà. Senz'altro, senza dubbio. Forse anche molto presto ma sicuramente potrò dire di aver fatto di tutto per tenerla in vita. Anche quando non ci sarà nessuno a dirmi che il mio talento vale qualcosa. Io so che vale e questo mi basta.
So anche che varrà molto di più quando sarò morto. Quando tutti si riempiranno la bocca di stronzate tipo "eh, che bella persona che era"..."ah, che buon amico che è stato"..."uh, che bella scopata che mi son fatta con sto qui"...E nessuno, anche quando sarò morto, si renderà conto che sta calpestando quella rosa, la Rosa del mio Talento. Perchè l'unica cosa che vorrei sentirmi dire è: "Cazzo, quest'uomo mi ha toccato col suo talento, mi ha commosso con la sua voce, mi ha elettrizzato con le sue canzoni, mi ha fatto sanguinare con le spine di quella sua Rosa...."
E allora vorrò soltanto due cose: una bara a forma di custodia per chitarra elettrica e una rosa posata sopra. Solo per ricordare a qualcuno che la Rosa del mio Talento vivrà dopo di me e non avrà mai fine.
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giovedì, 07 dicembre 2006 | 03:27 Umorale. Credo sia il termine giusto per definire in questo momento la mia personalità. Umorale...sono in balia dei miei buoni o cattivi umori, che circolano nel mio sangue e girano girano vorticosamente nella mia testa.
Stanno succedendo tante cose in questo periodo, così tante che non riesco a controllarle, a ordinarle...troppe per il mio cervello, troppe per il mio umore. Per i miei umori.
Amiche che tornano da un lungo estenuante viaggio non ancora concluso, un viaggio tenuto vivo col cuore e con la mente. Un viaggio così pesante che fa male viaggiarlo...ed il viaggio di un'amica è un pò anche il tuo. Con tutti i pro e i contro della cosa...Paura di perdere le persone che ami...un tormentone che non avrà mai fine.
Amici che mi tengono col fiato sospeso per vicende chirurgiche, amici coi quali ho condiviso l'angoscia del non sapere cosa troverà il bisturi...amici con i quali festeggiare ed allontanare insieme le paure che devono andarsene...devono.
Amici che non si parlano più tra di loro da troppo tempo. Amici che hanno montato su muri stupidi, muri orgogliosi, muri che più passa il tempo e più crescono. Muri che vorrei tirare giù a testate ma non so come fare...amici preziosi che non so come aiutare.
E poi c'è un amico che non amo abbastanza, che mi fa soffrire e che ha paura di tutto. Che ha tanto coraggio e nello stesso tempo ha paura di non avere più la terra sotto i piedi. Paura della morte...paura della vita.
Paura che il Grande Sogno, ad un passo dall'avverarsi, sfumi all'improvviso, così, miseramente...come sono scomparse le persone che gli hanno insegnato a sognare.
E' l' amico che abita il mio corpo e guarda la vita coi miei occhi...che porta il mio nome e si è stufato di vivere in balia degli umori. Ma non ne può fare a meno...
In balia degli umori. In balia della bellezza crudele del mondo. Non è forse l'unico modo di rovinarsi la vita e al contempo di viverla appieno?
La Vita è troppa per le mie mani, troppa per le mie vene. Talmente troppa che non ne ho mai abbastanza...di Lei.
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sabato, 25 novembre 2006 | 21:33 TAO all'OLD CAMILLO'S
Quel che è giusto è giusto. Perchè mai uno non dovrebbe gioire di qualcosa che gli riesce paticolarmente bene? E ieri sera credo proprio che il ritorno di TAO live sia stato decisamente intenso. Parlo spesso di TAO come se fosse un'altra persona, come se non fossi io...In parte è così dato che il zozzume della quotidianità spesso infanga la purezza dei tuoi intenti: tipo alzarti la mattina e sorridere alla gente, al presente e al futuro...e non sempre Valerio riesce in questo intento.
Ma ieri sera TAO ha brillato. Grazie a Marco on the left side e a Giorgio on the right side. Grazie a Paolo e a Bicio (e alla comparsata di Danielino).
Grazie all'atmosfera dell'Old Camillo's, un barcone nel bel mezzo del naviglio, con le sue lanterne rosse a creare intimità. Grazie al pubblico...sempre così bistrattato, considerato spesso stupido, beota, poco attento, menefreghista, ignorante, svogliato e stronzo. Niente di più falso...il pubblico ha bisogno di essere stimolato, invogliato, trattato bene.
Dipende molto ma molto dall'atteggiamento che hai sul palco. Dipende tanto ma tanto da quanta voglia hai di dialogare, di scaldare, di incendiare, di colpire. Dipende da quanto bisogno hai di dare e di avere qualcosa in cambio, da quanto bisogno hai di ricevere e di dare l'unica cosa che conta in questo cazzo di mondo...
Amore e Musica possono essere l'accoppiata vincente. Ieri sera lo sono stati...Tenco (ho cantato Vedrai vedrai) ha stretto la mano a Jeff Buckley (mamma mia che fatica rendere giustizia a Lilac wine, Grace e Hallelujah...), Morrissey (Please Please Please davvero ipnotica) ha dichiarato amore a Bowie (Heroes da paura)....
Ma soprattutto, una volta tanto, mi sono sentito orgoglioso e sopraffato. Le nuove canzoni che ho scritto hanno toccato. L'ho percepito...ed ho gustato la sensazione fino in fondo. Ho voluto osare, improvvisare, provare a dare di più...la gola a volte si contorceva nelle fiamme pur di spremere note con tutto il succo vitale che avevo in corpo.
Poco tempo fà credevo di essere finito. Di aver esaurito la mia corsa.
"It's over, it's over...it's never over"....
Anche quando arriva la fine non è mai finita. Mia madre...mio padre...sono qui....in due canzoni che amo follemente e che credo di aver cantato ieri sera come mai prima d'ora....
Non so cosa mi riserverà il mio karma...o forse lo so. So che la costante della mia vita è "switchare" gli eventi, le emozioni. L'amore e la vita finiscono. L'amore e la vita rinascono. In nuove forme. In nuove persone. In nuove canzoni. Più sincere. Più potenti. Più TAO.
Grazie a chiunque mi abbia amato anche per un solo istante della sua vita!
Grazie a chiunque si sia lasciato amare anche per un solo istante di questa mia assurda fantastica orrenda strepitosa vita!
Love you
Tao
martedì, 21 novembre 2006 | 13:39 TAO su MYSPACE e concerto all'OLD CAMILLO'S
Questa volta uso biecamente il mio diario pubblico per 2 comunicazioni di servizio...nel senso che cerco sempre di rendere un buon servizio al mio pubblico e ai miei lettori:
Cosa trovate su questa pagina che già non ci sia sul sito ufficiale? Beh, trovate quello che mi gira di caricarci sopra al momento: ad esempio una gran versione di "Hallelujah" tributo a Jeff Buckley che ho registrato qualche tempo fà....oppure un bel pò di nuove foto (sto diventando piuttosto abile come auto-fotografo)...o anche qualche anteprima di "Forlìverpool" in inglese che, a quanto pare, sarà presto in vendita su i-Tunes. Insomma fateci un giro: www.myspace.com/taovox
2) Vi segnalo la serata di venerdì 24 novembre (questo venerdì) sul barcone dell' Old Camillo's Pub - via Ascanio Sforza 17 - Milano: il vostro TAO si esibirà accompagnato dal prode e valoroso chitarrista Sex Machine in una performance molto intima e molto bagnata...per forza, suoniamo dentro al Naviglio Pavese! Ci saranno amici e ospiti a scaldare l'ambiente: Paolo Agosta, Virginio, Daniele Iannì, il mio caro insostituibile Giorgio Tricarico...
Insomma canzoni passate, presenti e future. La mia voce e la mia chitarra immolate alla Dea del Rock&Cock. Fuoco e passione garantiti!
Inizio concerto ore 22.30 - ingresso libero
mercoledì, 15 novembre 2006 | 16:30

"There is a light that never goes out..."
(Morrissey)
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giovedì, 19 ottobre 2006 | 10:57 SPIRITO DEL ROCK
Qualche giorno fà, il mio disco ha avuto l'onore di arricchirsi della presenza di Alberto Fortis, che ha cantato e suonato il pianoforte su "Spirito del rock"!
In origine la canzone si chiamava "Noi vogliamo il rock" ed era nata come un'invettiva pseudo-ironica nei confronti di quei dj delle radio che ci propinano cose (impropinabili) provenienti dall'estero e cose (ancor più impropinabili) provenienti da major e mecenati nostrani dal portafoglio facile.
Ovviamente non tutti i dj e non tutte le radio sono così "in vendita". E ovviamente io non sono nessuno per potermi mettere dalla parte di chi sentenzia e giudica.
Ho preferito cambiare il testo della canzone per parlare di me stesso e di quello che significa per me la parola "ROCK". E per non essere il portavoce di nessuno, dato che non lo sono mai stato nè mai lo vorrò essere. Se poi qualcuno è d'accordo con me o si identifica in quello che vado cantando tanto meglio.
Ho scritto il testo di "Spirito del rock" la sera prima di cantarlo, con tutte le pressioni mentali del caso a schiacciare il fluido creativo. Ma questa volta, la voglia, la necessità di fare uscire il benedetto fluido ha vinto. Il titolo della song è arrivato come una folgorazione...tanto più che questa canzone è stata ispirata da "The Spirit of radio" dei Rush, gruppo della mia adolescenza che incarna perfettamente quello che io intendo per ROCK.
Pulsazione vitale, impulso di irrompere, senso di rivincita, di rivalsa che sgorga attraverso le vibrazioni nello stomaco, colpito dagli ottavi suonati dal basso elettrico. Immersione totale nel torrente sonoro delle chitarre, che escono sporche dall'amplificatore per entrare nelle orecchie col preciso scopo di ripulirti l'anima. Potenza delle braccia che usano bacchette come scalpelli, per incidere il tuo inutile piccolo nome nel grande libro della Vita. Mani che percuotono tasti con la potenza di un gorilla che si spacca lo sterno per proclamare la sua invincibilità. Tonsille che s'infiammano quasi a sanguinare per spremere fuori quell'urlo primordiale che non conosce ancora le menzogne della ragione.
Tutto questo è IL ROCK. Non sono i capelli lunghi, non sono gli assoloni a 3.000 km orari, non sono le chitarre di una marca piuttosto che un'altra nè il quantitativo di alcool, eroina e mignotte che ti fai a renderti rock.
Vedere Alberto suonare il piano come Jerry Lee Lewis, sentirlo cantare le frasi "ero un ragazzo perso nel tuo suono....ero un bambino e adesso cosa sono...." mi ha spaccato. Perchè era come essere lo sceneggiatore o il regista del film "Spirito del Rock" ed avere davanti il miglior attore del genere in circolazione...il migliore perchè recita sè stesso. Grande Alberto. Mi hai fatto un gran regalo di compleanno...mi hai regalato un prezioso pezzo del grande immenso Spirito del Rock.
"Io sarò il tuo volto
è per questo che vivrò
prendimi e con te io volerò
volerò
volerò
volerò
Mio Spirito del Rock..."
lunedì, 16 ottobre 2006 | 19:22 Il 16 ottobre
Chiudiamo la "trilogia del compleanno" cominciata 3 post fà, con qualcuna delle mie solite stronzate, visto che non ne dico mai abbastanza.
Oggi 16 ottobre alzo la cornetta del telefono e la giornata parte con la notizia che la mia ditta deve pagare al commercialista una cifra abnorme, pari al giorno del mio compleanno più 3 zeri...non male come inizio, mi dico, se ero nato il 31, sai che bello...
Mi arriva a casa il bollettino della banca che proclama una discesa notevole in soli tre mesi del conto corrente (mutuo, spese condominiali, cazzi vari).
Esco a prelevare i soldi (nel portafoglio rimanevano 5 euro) ed il bancomat è fuori uso. E qui parte la bestemmia, proclamata dal profondo del cuore.
Provo a consolarmi riascoltando i mix del nuovo disco conclusi ieri: partenza ottima, suono caldo e ben compresso. Poi mi rendo conto che in diversi casi i bilanciamenti tra i vari strumenti sono cambiati, il mix è da rivedere...Altri giorni di lavoro?
Naaaa, mi sono stufato. Amo il lavoro duro ma mi sento come un ginecologo alle prese con 13 passere che girano nello studio da 7 mesi...sempre loro, sempre le stesse. Ed ogni volta hanno qualche pelo storto, qualche problema diverso ma sono sempre la stessa roba. Insomma, dopo un pò ti viene il voltastomaco.
La musica è bella, suonare è bello, registrare pure, mixare anche ma adesso basta.
Confermo, questo è l'ultimo disco che faccio. Poi passo ai porno, ho deciso. E se le dimensioni non saranno adeguate abbastanza, farò il produttore, chissene frega!
Per questo mio compleanno volevo fare un gran casino, una festa, qualcosa di bello.
Ma non ce la faccio, non ho la forza di organizzare niente, non voglio sentire nessuno.
Da un anno a questa parte è cambiato tutto, due anni fà mi sentivo circondato da un sacco di gente. Oggi, riflettendo, le persone esistono ancora nella mia vita ma in modo diverso. Sinceramente non ho capito bene se la cosa mi piaccia o no. Non si esce più la sera, ognuno sta a casa con la morosa, ci si sente di rado. La vita lentamente ci fa compiere il nostro "dovere" e ci regala qualche scampolo di felicità. Le persone, gli amici...li vivo più "dentro" e meno "fuori". Sono tutti meno intorno a me e più nella mia mente.
Stasera questo cambio di direzione, questo "from outside to inside" mi va bene. Me lo faccio andar bene, ma non ne sono sicuro. Continuo a non essere sicuro che mi vada bene. Un pò come i mix del disco...
Ma a decidere non sono io, è la Vita. Buon compleanno, Tao, pezzo di deficiente.
venerdì, 06 ottobre 2006 | 09:50
Buon compleanno papà! Lo so che ti aspettavi gli auguri fra un pochetto, il 19 gennaio...vabbè vorrà dire che te li farò 2 volte!
Il fatto è che tu un anno fà non sei morto. Hai semplicemente trovato un altro modo per restare definitivamente accanto a me. Furbacchione...già parlavi poco di tuo...adesso mi stai facendo capire ancora una volta che le parole non servono. Basta saper guardare...e tu e i tuoi occhi sapevate guardare benissimo, vero?
Ti piaceva osservare le persone, i loro comportamenti. Ti piaceva guardarmi in silenzio mentre cantavo...lo facevi ed io ti aiutavo tenendo gli occhi chiusi...per non incrociare il tuo sguardo e per permetterti di sognare insieme a me.
Ti è piaciuta l'esibizione dell'altra sera al Goganga? Stavolta ero io a guardare te...tenevo gli occhi chiusi per vederti meglio. Ed ho gridato forte per volare in alto da te...ed ho sussurato quelle parole...quelle parole maledettamente difficili da dire quando ti potevo ancora toccare..."padre ti amo....ascoltami...quel che provo per te è immenso"...
Quel che provo per te è immenso. Sono orgoglioso di essere tuo figlio e voglio che anche tu, almeno qualche volta, possa essere orgoglioso di me. Sai, ti ricordo come un bimbo fragile tra le mie braccia, "così piccino e così dolce...in lotta con quel male grande"....troppo grande per essere abbattuto.
Ma quel male non ci ha abbattuti, non ci ha uccisi. Quel male ti ha portato via da me per consegnarti all'aria che respiro. Ora i miei polmoni si riempiono di te, il mio cuore batte per i tuoi sogni ed i miei occhi vedono tutto l'amore che hai dato al mondo.
Ah papà, chissà che risate ti fai a vedere i miei battibecchi con Paolo quando siamo in studio a mixare il disco...siamo comici, vero? E chissà cosa pensi quando vado in ufficio al posto tuo...che impiastro di "amministratore" sono, eh!?
Ma non importa. Quel che conta è scorrere. Ci sto provando. Continuerò a provarci. Ti amo.
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martedì, 03 ottobre 2006 | 18:53
Il giorno del mio compleanno
Quello che sto ultimando sarà con ogni probabilità il mio secondo e ultimo disco.
Sta montando in me una sensazione di nausea e temo che non sia destinata a diminuire.
Non mi sono divertito granchè a partorire questo secondo "figlio". E per me la goduria e il divertimento nel fare (non una cosa ma) LA COSA sono indispensabili.
Lo smisurato e sfiancante tempo di realizzazione di quest' "opera" (più di 7 mesi se non ricordo male), dovuto all'impossibilità di lavorarci in un tempo concentrato (mediamente un disco lo registri e lo mixi in un mese o due), mi ha davvero prostrato. Non aver potuto immergere bene la mia mente nelLA COSA mi dà un tale senso d'impotenza e di frustrazione che spaccherei tutto.
A metà ottobre dovremmo fare il rush finale, finendo di mixare il disco nello studio del mio caro amico Paolo Iafelice e passando le tracce finora registrate e pre-mixate attraverso il suo banco analogico. Se tutto procede senza intoppi per il 16 ottobre, cioè il giorno del mio compleanno, avrò in mano il mio "regalo".
Credo di aver dato tutto quello che potevo in questo disco. Posso sicuramente dire la stessa cosa del buon Paolo (Agosta). Sono felice di aver fatto questo disco con lui. Penso che senza di lui non avrei probabilmente fatto alcun disco. E sono finora soddisfatto del risultato (non ancora definitivo) dell'intero lavoro. Quei pochi che l'hanno ascoltato, mi è parso di capire, sono ancora più entusiasti.
Io però non godo. Non mi diverto. Ho speso molto, troppo in termini di energia. E la cosa più nauseante è che credo che questo disco non piacerà a nessuno...
Parlo dei discografici, delle radio, della massa del "poporopopopò", dei 15enni idioti persi dietro all'hip hop, delle troiette che dimenano il culo per un posto sullo schermo. Parlo degli "artisti" troppo presi a far vedere quanto sono alternativi e colti, di quelli che vanno in televisione o su un palco a cantare e non valgono niente, di tutti quelli che sono abituati a mangiare merda e che ridono davanti a quintalate di comici che non fanno ridere. Parlo di un modo di fare che non ho mai mandato giù, di un mondo che comincio davvero a non tollerare.
A cosa serve avere un'anima e metterla in vetrina? Mi sento così stupido nel fare tutto ciò. Così stupido che ci sono cascato ancora e peggio di prima. Sono solo una puttana presuntuosa che mostra la sua anima nuda e cruda e spera pure che magari piaccia a qualcuno. Forse è molto più onesta e meno sguaiata una che mostra le tette e il culo in un calendario. Lei almeno lo fa per soldi. Io per cosa?
Forse per regalarmi una fetta della vostra presenza, papà e mamma...
il giorno del mio compleanno.
mercoledì, 20 settembre 2006 | 10:19 Ciao Ale. Probabilmente rimarrai sorpreso dal fatto che io ti scriva sul mio blog. Ma la tua sorpesa non è niente in confronto all'incredulità e allo sconforto che provo per la tua partenza.
Ci siamo rivisti dopo tanto tempo, pochi giorni fà. Sei stato carinissimo a chiamarmi e a invitarmi a suonare alla festa che stavi organizzando in agenzia. Abbiamo passato un'oretta assai piacevole, ricordando alcuni dei bei momenti vissuti insieme (tipo l'assurdo capodanno in Austria di qualche anno fà). Ti ho raccontato del nuovo disco e tu mi hai detto di avere ancora in rotazione sul tuo computer le 1.000 versioni di "Innescami" che giravano tra la cumpa.
Ci siamo salutati con la promessa di rivederci a brevissimo per discutere i dettagli della festa...e poi te ne sei andato. Per sempre.
Se ti avessi chiamato qualche giorno fà e avessi trascorso qualche minuto a telefono con te, forse tutto questo non sarebbe successo. Forse il corso della tua vita sarebbe stato diverso. Forse ci sarebbe stata ancora vita per te.
Non riesco a crederci. Non voglio crederci. Perchè tutto questo? Perchè ci siamo rivisti, dopo tanto tempo, pochi giorni prima che tu te ne andassi?Perchè deve essere tutto così crudele?
Noi non siamo nulla. Non abbiamo il controllo di nulla. Il sogno americano è una palla e la vita è un'eresia. Ci piace credere che noi piccoli stronzi super-uomini decidiamo il nostro destino, il nostro umore, la nostra giornata, il nostro futuro. Sono solo stronzate.
Non abbiamo rispetto per la Vita. Non ci rassegnamo al fatto che Lei sia più forte di noi. Non capiamo che è Lei che decide, dandoci l'illusione che noi possiamo averne il controllo. Ma non è così.
A noi resta solo una cosa da fare. RingraziarLa per ogni attimo che ci concede di scorrere. Per ogni attimo che ci concede di provare amore.
Ciao Ale. Ora devo andare. Devo provare a ricominciare a scorrere. Ti ringrazio per avermi chiamato qualche giorno fà e per aver potuto incrociare il tuo sguardo ancora una volta.
Buon viaggio
Vale
TAO - www.taovox.com -
sabato, 16 settembre 2006 | 05:30 Desolante la mancanza che ho di mio padre e di mia madre...non potrò mai più essere "figlio". Nella vita potrò essere padre, amico, marito, collega, dipendente, propietario, conducente, cittadino, pensionato (dubito), inquilino, amante, cantante, paroliere, musicista, avente diritto di voto...ma non "figlio". Non più.
Sono le 5 di mattina e non riesco a chiudere occhio. Dovevo uscire ma in questo stato dove vado...
Stanotte la solitudine mi schiaccia. Non c'è niente da fare, non voglio nemmeno provare a contrastarla. Non voglio nemmeno cercare nessuno.
Voglio solo pensare a quanto stupido è il mondo e a quanto è idiota l'essere umano, a quanto è fragile. Voglio solo constatare che i soldi, la casa, il lavoro, i vestiti, la macchina non contano niente di fronte al non poter più essere "figlio".
Spero che mio figlio, se mai ne avrò uno, cresca cinico e bastardo quanto basta da sputarmi in faccia per i miei sentimentalismi e per questo mio cuore rotto che non vuole smettere di essere "figlio". Spero che mio figlio , se mai ne avrò uno, diventi un abile manipolatore della realtà e dei tempi in cui vive. Uno proiettato verso quella schifezza di futuro pieno di muscoli, moda e tecnologia. Uno che non guardi il passato. Uno a cui non gliene freghi niente di sentirsi "figlio". Uno che non veda l'ora di andarsene fuori da casa o di mettermi in una casa di riposo o di sepellirmi.
No, non è vero...non voglio che mio figlio diventi il pezzo di merda d'uomo che sta bene al mondo. Non voglio un figlio incapace di soffrire. Voglio un figlio che pianga sulla mia tomba. Voglio un figlio che senta forte la mia mancanza come io sento forte quella di papà e mamma.
E magari vorrei morire da vecchio tra le sue braccia, mentre lui mi stringe forte la mano e mi sussurra "Padre, ti amo"...
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venerdì, 08 settembre 2006 | 21:11 Da un pò di giorni mi succede una cosa strana. Cioè, strana per me, perchè è una sensazione che non provavo da tempo.
La sensazione è che ho voglia di imparare. Ho voglia di camminare, di percorrere la strada. Ho voglia di migliorare. Di coinvolgermi di più nelle cose che amo. Di affrontare a testa alta anche le cose che non amo.
E cosa c'è di strano? Dovrebbe essere normale per un individuo di sesso maschile tutto sommato ancora giovane e teoricamente fresco di energie. Invece è strana la sensazione di rinascita che provo.
E' strano per uno che è morto un pò di volte e che da un pò mostrava scarsa propensione a risorgere. E' strano per uno che si era abituato all'opacità e che si dimenticava sempre più spesso il significato della parola "brillare".
La medicina? Ma è ovvio, l'Amore. Quella cosa che ti dimentichi di guardare perchè ti appartiene. Quella nota che smetti di suonare perchè ti sconquassa il fegato col suo vibrare troppo intenso. Ed è proprio di cose e di note che voglio vivere. Le cose fisiche come la mia faccia che si illumina, come le mie mani che impugnano di nuovo quella chitarra, come il mio piede che batte il tempo e che non lo lascia andar via. Come la mia gola che si fa strumento di quell'altra cosa che ho nel petto e che non si rassegna alla fine.
Ringrazio quella cosa a cui molti danno il nome di "Dio". Perchè quella cosa mi ha dato tutto questo. E mi ha dato tutte le persone che amo. E mi ha tolto le persone che amo. E mi ha ridato definitivamente le persone che amo.
Ringrazio quella cosa che in molti chiamano "Dio" per lo splendido disco che stà uscendo dalle mie mani e da quelle di Paolo. Ringrazio quella cosa che si chiama violoncello, suonato da quell'altra cosa magnifica che si chiama Saverio, per aver allargato gli orizzonti delle mie vene...il sangue ora scorre meglio sulle note di "Senza Anima" e "I miei occhi" (ops, piccola anteprima del disco...). Ringrazio quella cosa che si chiama tromba, suonata da quell'altra cosa fantastica proveniente da Caravaggio che si chiama Aldo...per le splendide note su "Se devo scegliere tra vivere e morire"....
Cose e note. Amore. E' tutto quello che voglio. E' tutto ciò che mi serve per sentirmi strano. Per sentirmi libero.
Per ricominciare a volare.
martedì, 29 agosto 2006 | 15:57 A 2000 abbondantemente superato, ad uno che come me fa il "cantautorock" viene da chiedersi: "e adesso come cavolo faccio a fare un disco originale?"
Già, dopo che il rock&roll ha compiuto da un bel pò i 50 anni, dopo che tonnellate di gruppi hanno scritto pagine e pagine di musica spesso memorabile dagli anni '50 a metà dei '70, spesso vomitevole da metà degli '80 ad oggi...dopo che son già quasi 15 anni che si stà riciclando tutto, dopo che a distanza di 26 anni le morti di Jimi, John & Janis hanno lasciato vuoti sempre più incolmabili...
...come si fa ad approcciarsi ad un nuovo disco senza fare i conti con il discorso dell'originalità? Come si fa a non ispirarsi a qualche mostro sacro senza correre il rischio di cadere nel già sentito? Come si fa a resistere alla tentazione di bruciare il televisore ogni volta che vedi la faccia di 50 cent, Fibra, Snoop Dog e soprattutto ogni volta che senti dire che l'hip hop è il nuovo rock&roll???
Ho dovuto affrontare tutti questi "problemi" (i problemi seri della vita sono altri) una volta scelta la track list del mio nuovo disco: sarà un album all'altezza (ma all'altezza di cosa, di chi)?? Avremo scelto le canzoni giuste (ma giuste per chi)?? Il disco avrà un suono fico (ma fico per chi? per le radio?? Per Mtv??)???
La verità è che me ne sono sbattuto. Me ne sono sbattuto alla grande. Ho parlato di me, della mia vita, di chi non c'è più e di chi c'è sempre di più nella mia esistenza. Ho suonato su questo disco come mi pareva, come sentivo fosse più giusto, a volte con nostalgia e amarezza, a volte con rabbia e voglia di rivincita.
Ho toccato temi come l'isolamento, come le mille facce che abbiamo, come l'iposcrisia e la finzione che ci circonda e che ci entra dentro. Temi come il servilismo dell'uomo nei confronti della donna, la necessità di libertà di pensiero e di movimento anche se tutti intorno a te percorrono l'unica via sicura. Ho toccato e non potevo non toccarli gli unici temi che penetrano davvero l'animo umano: l'Amore e la Morte. Ho parlato di mio padre. Ho parlato a mio padre...
Il disco ora è a buon punto, tra poco partiamo a mixarlo. ma di una cosa sono certo: è e sarà nel modo più assoluto un disco originale, cioè diverso dal 99% dei dischi che si ascoltano oggi. Perchè?
Perchè è sincero. Fino all'ultima goccia. Fino all'ultima nota.
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venerdì, 18 agosto 2006 | 13:52
E PER TETTO UN CIELO DI STELLE
Il titolo del post rappresenta esattamente l'esperienza magnifica che ho vissuto con la mia compagna e col mio compagno. Aspettate un momento...non sto parlando di un menàge a 3...il mio "compagno" non è altro che il mio LOVE BUS!
Si, sto parlando di tre giorni trascorsi praticamente in viaggio a bordo di quel fantastico pulmino volkswagen del '74 che da qualche tempo porta il nome di TAO LOVE BUS (ribattezzato anche Little Beatle)....
Da quando l'ho preso l'ho utilizzato per le situazioni più assurde: c'ho portato a spasso gli amici a far casino per le strade della città, con tanto di amplificatorino e di microfono per urlare le cazzate più assurde ai passanti. C'ho sbattuto su il mio amico S. nella speranza di fargli portare a termine qualche puttan tour (allora non c'era su ancora la scritta TAO LOVE BUS)...
C'ho portato su mio padre....a divertirsi un pò con noi e a passare alcuni degli ultimi momenti felici della sua vita.
E poi dicembre scorso ho sperimentato la puntata zero del "Love Tour", ovvero il primo tour davvero itinerante della storia (misera) del rock in Italia: quattro pazzi capeggiati dal sottoscritto fanno un vero e proprio concerto rock in movimento DENTRO IL LOVE BUS!!!
Ma la figata totale l 'ho messa in pratica pochi giorni fà: io e la mia donna siamo tornati a Cervia per pochi giorni e....una volta giunti là, abbiamo montato la nostra tenda sul portapacchi del pulminoooo! Si, abbiamo dormito sul tetto del pulmino guardando le stelle...un'esperienza davvero fantastica, libertaria e liberatoria!
Ne avevamo le palle piene delle restrizioni fisiche e mentali della "normale" vita quotidiana, di tutti i "non si può fare" che ti ronzano nel cervello per tutta l'esistenza. Avevamo voglia di decidere NOI quel che si può e non si può fare. Avevamo voglia di sentirci liberi di andare dove ci pare a passare la notte, senza pagare un pedaggio anche sul sonno. L'unico pedaggio che abbiam pagato sono stati i 2 euro a notte che l'omino del posteggio camper ci ha chiesto (che tenero)...
E poi vedere la gioia dei bimbi e le facce esterefatte dei genitori quando passavano vicino al LOVE BUS con la tenda sopra..."mamma mamma guarda che bello! Lo voglio anch'io, lo voglio anch'io!"
E' una gioia regalare gioia alla gente (e a noi stessi), vedere che con un'idea semplice ti godi quello che gente piena di soldi non riesce neanche ad immaginare dormendo in un cinque stelle....
Si, perchè noi di stelle a disposizione ne avevamo migliaia!
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giovedì, 10 agosto 2006 | 13:16 L'idea è quella di fare un disco fantastico. E direi che siamo sulla buona strada... La speranza è quella di poterlo mettere in buone mani, cioè di poter avere delle chance mediatiche in più rispetto a "Forlìverpool".
Mi spiego. Per me la "visibilità" radio-televisiva è sempre stata un mezzo e non "il fine ultimo" della mia vita artistica e personale. Non me n'è mai fregato niente di potermi ritrovare famoso e pieno di soldi (cosa peraltro assai difficile di questi tempi). Certo l'aver ascoltato alcune mie canzoni in radio e l'aver visto i miei video in televisione mi ha ovviamente fatto un gran piacere.
Ma per me la Musica è qualcosa di più che imbracciare una chitarra e mostrare il faccione alle telecamere. La Musica è il mio modo di sentirmi completamente parte di qualcosa di più grande e nello stesso tempo di sentirmi completamente unico. Un controsenso? No, non credo.
Un paradosso piuttosto. Il paradosso della vita. Essere unici e contemporaneamente essere semplici cellule di un organismo immenso, di uno spirito immenso.
Essere mille individui e uno solo nello stesso tempo. Amare in modo folle una donna unica e amare nello stesso tempo tutte le donne del mondo, tutti gli uomini del mondo. La cultura del rispetto, della gentilezza, del voler stare insieme ma senza essere pecore di un branco.
La Musica è tutto questo per me. Passione e coinvolgimento. Sincerità e Desiderio. Ed è questo spirito di Amore che mi ha guidato e mi guida nella realizzazione di questo nuovo sogno, il secondo disco di TAO.
Ho appena registrato le batterie (suonate personalmente as usual) nel nuovo studio di Paolo Iafelice, ingegnere del suono storico, produttore di Pacifico e per 10 anni studio manager delle Officine Meccaniche di Mauro Pagani (ovvero lo studio di registrazione più prestigioso d'Italia).
Paolo ha aperto da poco questo suo nuovo studio davvero fico: acustica eccellente, ottimi ascolti, ambiente caldo e accogliente, massima professionalità. Ma soprattutto qui si parla di un uomo che ha registrato tutti gli ultimi dischi di Fabrizio De Andrè, nonchè di alcuni dei più grandi artisti degli ultimi anni.
Sono davvero felice, anzi "Ia-felice", di aver finalmente potuto lavorare con una persona che inseguivo da tempo. Anche perchè il suo coinvolgimento nella produzione del disco non si limiterà alla registrazione delle batterie...
I particolari nel prossimo post....
Love, Peace & Music
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